Torna alla homepage di UNIECO
Le divisioni:
venerdì 22 marzo 2019 English version

Sfida vinta

L'ammodernamento della galleria del Frejus

In attesa della nuova linea TAV dopo più di 130 anni erano necessari importanti lavori di adeguamento.

La galleria del Fréjus, grazie alla lungimiranza dei tecnici dell’epoca, fu realizzata a doppio binario, in previsione di poterla utilizzare anche in caso di manutenzione o di incidente su uno dei due, e risultò in definitiva lunga 12.847 metri, compresi i due raccordi in curva alle estremità. Nel 1881, sul versante francese si dovette realizzare una variante a monte dell’imbocco di circa 800 metri, a causa di pericolosi dissesti creatisi nella calotta del raccordo d’ingresso, portando la lunghezza del tunnel a 13.636 metri.

Il monumentale imbocco originario esiste ancora oggi, conservato quale testimonianza di quest’imponente opera. La tratta ferroviaria da Modane a Bussoleno, di 61 Km, fu aperta nel 1871.

I lavori affidati a CLF dalla RFI – Rete Ferroviaira Italiana Compartimento di Torino su progetto Italferr erano iniziati nel 2003 e prevedevano un costo complessivo di oltre 81 milioni di euro.

E’ certamente tra i cantieri più importanti portati a termine da CLF.
Ora la galleria del Frejus è dotata di un moderno impianto antincendio e tutta l’operazione è stata realizzata di concerto con i progettisti delle ferrovie francesi.

“Dopo i lavori di consolidamento della galleria (un tratto di oltre 3500 metri) è iniziata la demolizione del vecchio binario – spiega Roberto Latuga che ha seguito il cantiere (direzione tecnica) insieme a Uber Montermini – con l’asportazione del ballast, il successivo scavo di abbassamento e la ricostruzione del binario”.

Lo scavo di abbassamento (70 centimetri) è stato realizzato con una speciale fresa Voest Alpine AHM 1015 modificata a funzionamento elettrico che è stata impiegata per la prima volta in territorio italiano per un lavoro di questo tipo che, è bene ricordarlo, è stato realizzato in presenza di traffico ferroviario sull’altro binario.

Sono stati asportati con questo sistema 60mila metri cubi di roccia compatta.
“Solo per i nuovi apparati tecnologici - spiega Latuga - abbiamo scavato 100 nicchie asportando 3000 metri cubi di roccia”.
Grazie al team CLF, sulla linea è installato un modernissimo impianto di segnalamento ferroviario. I nuovi binari hanno superato brillantemente i collaudi.

Il tratto interessato dai lavori è lungo 6.700 metri per binario e collega il confine francese alla stazione di Bardonecchia.
I binari sono stati sottoposti ai lavori in fasi successive.

“Tra le problematiche affrontate – spiega Roberto Latuga – è doveroso ricordare lo smaltimento in Germania in una discarica specializzata ( a Hof) di 16mila metri cubi di pietrisco ferroviario contenente amianto. Si è reso necessario un corso di formazione specifica sul personale CLF che ha gestito la fase di allontanamento dal cantiere del pietrisco”.

E’ stata una sfida complessa, con le squadre CLF impegnate 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 per diversi anni. “Nel procedere delle lavorazioni relative al consolidamento preventivo allo scavo – conclude Latuga – che consisteva (nel progetto originario) in iniezioni di contatto al piediritto, di consolidamento della fondazione e di posa in opera degli ancoraggi, si sono riscontrati evidenti problemi di instabilità della struttura portante della galleria e si è resa indispensabile una riprogettazione.

E’ stato necessario quindi un grande sforzo da parte di tutto il personale CLF, visto che in alcuni momenti erano attivi nella tratta di 6.700 metri anche otto cantieri indipendenti e vincolati (per gli accessi) all’esercizio ferroviario”.

Ora la galleria del Frejus è pienamente inserita nel corridoio europeo 5 (Lisbona – Kiev) e possono transitare treni con la nuova sagoma internazionale tipo B1.

Nel calendario dei lavori di CLF, il 2007 rimarrà una data importante: è ripresa la circolazione ferroviaria su ambedue i binari della galleria del Frejus, storico collegamento ferroviario tra Italia e Francia.